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Diario


25 ottobre 2006

Ritornerai

"Sto vivendo un momento un po' particolare della mia vita. Questo Parkinson mi offende la voce quando parlo, ma grazie a Dio non la offende quando canto". Così aveva detto Bruno Lauzi in una delle ultime interviste. Oggi il grande cantautore genovese è morto, ucciso proprio da quel male cui aveva scritto, personificandolo, una struggente e severa lettera. Lauzi ha composto, per sé e per altri, alcuni dei più bei versi della canzone d'autore italiana, toccando generi molto diversi, come la canzone d'amore (Ritornerai, Minuetto, E penso a te), la canzone per bambini (Johnny Bassotto) e la canzone umoristica (Garibaldi blues). Con Bindi, Paoli e Tenco avevo fondato la "scuola genovese", dando vita alla canzone d'autore colta italiana. Scuola cui è appartenuto anche il più grande dei cantautori italiani, forse l'unico che merita davvero di entrare nella storia della Letteratura alla voce "poeta": Fabrizio De André.
Nel 1970 aveva iniziato a collaborare con la Numero Uno, ovvero con il duo Mogol-Battisti, cui regalò Mary oh Mary e Amore caro, amore bello. Ha scritto versi per Mia Martini (Piccolo uomo, Almeno tu nell'universo), per Ornella Vanoni (L'appuntamento), per Marcella Bella (Verde smeraldo), per Georges Moustaki (Lo straniero). Però ha anche accettato, con umiltà, di cantare canzoni scritte da altri, magari più giovani di lui, come Il navigante di Ivano Fossati o Angeli di Lucio Dalla.


Alla sera al caffé, con gli amici
si parlava di donne e motori
si diceva: son gioie e dolori;
lui piangeva e parlava di te.
Se si andava in provincia a ballare,
si cercava di aver le più belle;
lui restava a contare le stelle
sospirava e parlava di te.
Alla carte era un vero campione
lo chiamavano "il ras del quartiere",
ma una sera, giocando a scopone,
perse un punto parlando di te.
Ed infine la notte si uccise
per la gran confusione mentale
fu un peccato perché era speciale
proprio come parlava di te
Ora, dicono, fosse un poeta
che sapesse parlare d'amore.
Cosa importa se in fondo uno muore
e non può più parlare
di te

Bruno Lauzi, Il poeta






permalink | inviato da il 25/10/2006 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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